Per play-to-earn si intende la possibilità di guadagnare soldi giocando a videogiochi che supportino la tecnologia blockchain. I primi titoli videoludici sono stati pubblicati nel 2017 ed hanno portato un cambio radicale della fruizione del media videoludico con il superamento delle logiche play-to-win e del più recente pay-to-win. Questi ultimi due hanno preceduto il play-to-earn di molti anni ed hanno caratterizzato l’ascesa della cultura videoludica e della diffusione di massa dei videogiochi praticamene dall’era 8 bit sino ad oggi.

Questo radicale cambiamento è stato reso possibile grazie alla tecnologia blockchain, la quale sta gettando le basi per una più ampia rivoluzione sociale partendo da internet. La riduzione delle barriere al pagamento, la possibilità di sfruttare una forma di scambio economico non vincolata ad un istituto di credito centralizzato, tutto questo, ha reso possibile costruire un nuovo modello d’approccio all’intrattenimento video-ludico. La crescita del fenomeno ha anche destato l’attenzione di società di sviluppo leader di settore come Electronic Arts:

The play-to-earn or the NFT cnversation is still really, really early… there’s at some level, a lot of hype about it. I do think it will be an important part of the future of our industry on a go-forward basis. But it’s still early.

Andrew Wilson – CEO Electronic Arts
(6 novembre 2021 – bitcoin.com)

Il paly-to-earn è un nuovo modello di utilizzo dei videogiochi che potrebbe unire produttori e consumatori permettendo anche ai secondi di avere una sostenibilità su larga scala per l’attività svolta. Visione che fino ad alcuni anni or sono sarebbe potuta sembrare utopistica (visto anche la diffusione del pay-to-win ndr) ma che ad oggi è già realtà. Il primo titolo play-to-eran è stato pubblicato nel 2017 ed in soli quattro anni sono diverse centinaia (oltre 600 quando viene pubblicato l’articolo ndr) i videogiochi sviluppati appositamente per il play-to-earn a partire dai titoli più complessi sino ad arrivare ai mini-game.

Di tutta l’offerta solo una decina di videogiochi di punta sono degni di nota e tra questi quello che ha avuto modo di consolidarsi negli anni è sicuramente Axie Infinity. Un online game per PC e android, edito dalla Sky Mavis nel 2018. In soli tre anni ha sviluppato un sistema solido di gestione del gioco e del mercato collegato avviando anche alcune competizioni.

La popolarità di questo videogioco è dovuta anche alla mole di scambi legati agli NFT del gioco ed ai possibili guadagni che ha permesso per diverso tempo grazie alla cripto valuta Ethereum. Lo sviluppo negli ultimi anni ha portato Axie Infinity alla vetta della classifica del genere con il maggiore volume di scambi e la più costosa collezione di NFT del settore definibile come blockchain-gaming.

L’onda tecnologica d’innovazione non riguarderà solo PC e smartphone ma anche le console di ultima generazione sono state oggetto del play-to-earn. Annunciata da poche settimane la partnership tra tra BlockPegnio e Playstation promette di portare il nuovo modello di gaming sulla console targata Sony. Una rivoluzione che prevedibilmente prenderà presto piede anche su altre console, come quelle portatili, e quindi potrebbe coinvolgere ben presto tutti i principali device di gioco legati al mondo esport.

Lo sviluppo non solo potrebbe vedere lo sviluppo di specifici titoli ma la tecnologia blochchain ed il play-to-earn potrebbe essere applicabile anche ai tutti i videogiochi esistenti. Questo permetterebbe di veicolare non solo un interesse della comunità di appassionati ma darebbe maggiore sostenibilità allo sviluppo ed all’evoluzione dei titoli. Trattandosi di prodotti commerciali ed avendo uno specifico ciclo di vita, i videogiochi sono inevitabilmente destinati al declino e poi alla marginalità nel mercato prima del ritiro. Questo ciclo potrebbe essere stravolto allungando la vita del prodotto in modo considerevole.

Una rivoluzione che il 18 ottobre scorso è iniziata anche negli esport quando il team inglese Semper Fortis Esports PLC ha annunciato di aver ingaggiando il russo Aleksei “Iner” Bakumenko professionista di HearthStone e Axie Infinity. Siamo quindi di fronte ad un primo importante passo nella scena competitiva degli esport e che potrebbe vedere l’ascesa del play-to-earn nell’immediato futuro.

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Paolo Blasi
Paolo Blasi

Affascinato fin dalla “prima era” (8 bit) degli home computer partecipa ai primi tornei prima su coinop e poi PC negli anni novanta. Dal 2011 prosegue costantemente ad avere rapporti in Italia e nel mondo per: la ricerca, lo sviluppo e la promozione degli sport elettronici (esport).

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