Nelle ultime settimane si sono susseguite diverse notizie che hanno legato il nome NFT (non-fungible token) a quello esport: Hornets Venom GT, WePlay Esports, BLAST, McLaren Racing e Dignitas sono solo alcune delle realtà che hanno già annunciato il lancio di prodotti o collaborazioni con società specializzate sul tema NFT. La lista di: società, organizzatori tornei e squadre, interessate agli NFT si allarga di settimana in settimana. Ma cosa sono gli NFT e come potrebbero influenzare (ma sarebbe meglio dire come stanno già influenzando ndr) l’ecosistema degli esport?

Per meglio comprendere l’interazione con l’ecosistema esport sono necessarie alcune informazioni di base per capire cosa sono gli NFT e come funziona l’infrastruttura che li racchiude. In sostanza un NFT è un “certificato di proprietà” (definito dal termine “token”) che viene creato su di una piattaforma blockchain. Esistono diverse piattaforme blockchain come ad esempio: Ethereum, Flow o Tezos, ma per tutte si tratta di una tecnologia online che prevede da un lato la crittografia e dall’altro la possibilità di collegare tutte le transazioni in una catena non alterabile. Tutti gli NFT si basano sulla tecnologia blockchain che ne costituisce sempre l’infrastruttura di base.

In sostanza un NFT è un “certificato di proprietà” (definito dal termine “token”) che viene creato su di una piattaforma blockchain.

Quando si parla di NFT si usano termini come “non-fungibile” ossia “non intercambiabile” e questo in quanto ogni NFT è unico e non è intercambiabile con altri NFT. Questa non-intercambiabilità rappresenta anche l’unicità dell’elemento digitale (metadato) presente nell’NFT. Ultimo elemento da tenere in considerazione è relativo agli scambi degli NFT che prevedono l’utilizzo di un portafoglio (wallet) per il quale viene usato uno specifico standard (es: ERC 721). I trasferimenti di NFT possono anche avvenire in modo differente ma al momento l’utilizzo di wallet, con relative piattaforme di scambio, sembra la via maggiormente seguita. Ultimo elemento, in conclusione di questo brevissimo excursus tecnico, è che gli NFT non definiscono la proprietà esclusiva di un token ma, nella maggioranza dei casi, si tratta di passaggi di proprietà di oggetti digitali che sono in realtà nella disponibilità di tutti. Questo ridefinisce il concetto stesso di proprietà rispetto quello che fino ad ora è stato e che prevedeva il godimento esclusivo di un bene o servizio.

L’incontro tra NFT ed esport è un connubio che poggia le sue basi su due cardini: internet ed uno standard univoco. Quest’ultimo è quello che gli esport bramano da diverso tempo e che potenzialmente potrebbe avere un enorme sviluppo che proietterebbe ancora più verso l’alto la crescita degli esport. Nei primi venti anni di sviluppo le varie community legate agli esport hanno creato differenti gruppi di appassionati, più o meno numerosi. La possibilità di creare NFT legati ad un mondo digitale oltre che a quello reale, legato non solo da quello che è il mercato videoludico ma anche da tutto quello che è il mercato degli appassionati di esport, apre delle possibilità pressoché infinite di declinazione degli NFT nell’ecosistema esport. A questo va aggiunto che una volta creato un NFT può prevedere elementi quali: una tiratura limitata, la vendita e l’acquisto, tutti elementi che potrebbero integrarsi e potenziare l’attuale mercato legato al mondo degli esport.

L’incontro tra NFT ed esport è un connubio che poggia le sue basi su due cardini: internet ed uno standard univoco.

La varietà di offerta legata agli NFT è sconfinata. I contenuti digitali che potrebbero essere proposti come NFT sono infatti moltissimi, alcuni esempi: tutti gli elementi di un videogioco a partire da quelle che sono “skin” ma anche singoli elementi come per singoli frame oppure per animazioni complete: di png, delle icone, degli effetti sonori, delle colonne sonore, delle intro, delle mosse speciali, delle combo, degli oggetti o elementi scenici, più in generale qualsiasi elemento multimediale legato ad un titolo videoludico. Dal punto di vista delle competizioni potrebbero essere creati NFT su tutti gli elementi digitali prodotti durante una specifica competizione come ad esempio: una penta kill nella finale del LoL Wold Championship (League of Legends), l’evo moment 37 (Evolution Championship Series 2004), i commenti (twitter, twitch, youtube o su qualsiasi piattaforma) degli atleti ad inizio o al termine di una gara (storici i commenti di Idra o MC pre-gara in StarCraft2 ndr), gli atleti con le divise in una specifica gara, icone commemorative dell’evento, biglietti d’ingresso (sia digitali che fisici), tutto il merchandising sia fisico che digitale. Per essere esaustivi potremmo definire come elemento potenzialmente idoneo al mercato NFT tutto quello che è l’indotto mediatico nel mondo esport: immagini, testi, audio, interazioni sui social, digitali e dal vivo per ogni singolo evento esport.

Nonostante l’enorme potenziale sopra illustrato per gli esport si tratta di un mercato ancora nella fase di avvio nel quale, tuttavia, non mancano i primi esempi di pionieri che sperimentano la nuova tecnologia integrandola sul proprio flusso di attività. Un esempio è sicuramente la danese BLAST, noto organizzatore di tornei, che in collaborazione con la società Bondly ha lanciato il suo primo NFT. Si tratta della mascotte (non ufficiale) degli appassionati di CS:GO che rappresentante un’immagine caricaturale di gallina/umanoide armata e vestita in stile da combattimento. Lanciato il 15 giugno 2021 con due colori e tre differenti personalizzazioni al prezzo di 18 dollari l’uno, è quindi già disponibile sul mercato. Maggiori informazioni: BLASTnft – NFT: BLASTchickencoop

Nonostante queste ottime premesse per gli esport si tratta di un mercato ancora nella fase di avvio e non mancano i primi esempi di pionieri che sperimentano la nuova tecnologia integrandola sul proprio flusso di attività

Altro esempio è l’americana WePlay (sussidiaria della Techiia Holding ndr) che il 2 giugno scorso ha annunciato una partnership con la piattaforma Binance per la produzione di NFT legati alle competizioni ed in particolare alla storyline delle competizioni con: loghi, trofei e eventi storici. Le prime due tipologie di token saranno prodotte con tirature limitate e divisi a seconda del numero pubblicato in: common, rare e ultimate. Maggiori informazioni: WePlayNFT

Infine un ultimo esempio, ma non per importanza, arriva da una della squadre esport maggiormente blasonate al mondo: OG ESports. Il 24 giugno prossimo, su piattaforma Binance, sarà aperta la sezione dedicata alla squadra OG mentre il primo set dal nome “Premium NFT Collection”, targato OG, sarà rilasciato 4 giorni dopo ossia il 28 giugno prossimo. Maggiori informazioni: OGESportsNFT

Sono molti i progetti che sono nati negli ultimi anni e diverse hanno già imposto la propria filosofia ritagliandosi una fetta di quello che è l’enorme mercato degli NFT. Una da tenere sicuramente in considerazione è Enjin Coin, blockchain fondata nel 2020. Enjin Coin mira tra l’altro a creare una valuta nel mondo videoludico online, ma piu in generale si propone come piattaforma specifica per il mondo videoludico specie quello delle community. Enjin Coin è stata oggetto di molte attenzioni nel corso del 2021 tanto da mostrare una delle crescite più sostenute rispetto altri progetti paralleli. Enjin Coin è un progetto integrato che punta al mondo videoludico online e dei content creator e che potrebbe imporsi in uno dei comparti potenzialmente più lucrativi dei prossimi anni.

Enjin Coin si propone come piattaforma specifica per il mondo videoludico specie quello delle community.

Gli NFT in questo momento stanno bussando all’ecosistema degli esport e diverse realtà hanno già adottato questa tecnologia viste le possibilità rivoluzionarie che questa tecnologia offre. La tecnologia blockchain potrebbe rivoluzionare molte delle attività che oggi vengono svolte in modo fisico pur mantenendo un grado di sicurezza tale da garantire la sostenibilità delle attività online e dare uno standard solido per tutte le attività online.

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Paolo Blasi
Paolo Blasi

Affascinato fin dalla “prima era” (8 bit) degli home computer partecipa ai primi tornei prima su coinop e poi PC negli anni novanta. Dal 2011 prosegue costantemente ad avere rapporti in Italia e nel mondo per: la ricerca, lo sviluppo e la promozione degli sport elettronici (esport).

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